Impara ad usare le strategie vincenti
Andrea Lazzo - Giovedì Maggio 20

Slow Play o Aggressive Play
Nel Poker, la tempistica e la psicologia costituiscono dei fattori fondamentali per mettere in pratica determinate strategie di poker. Possiamo definire tempistica, la scelta dei momenti per effettuare alcune mosse o alcune scelte, come quella di svelare agli avversari le nostre intenzioni di gioco oppure quella di nasconderle. Per intenzioni di gioco, intendiamo quegli approcci alla partita che definiscono la propria tattica e la propria personalità, volta ad una esposizione aggressiva e quindi visibile, oppure di attesa e quindi nascosta. Affrontiamo ora i concetti di Slow Play e di Aggressive Play: la loro definizione teorica e pratica, quando si utilizzano e quando conviene evitarli.
Definizione di Slow Play e Aggressive Play
Già dal nome, possiamo immaginare in cosa consistano le diciture Slow Play e Aggressive Play: gioco lento e gioco aggressivo. Ma cosa significano più specificatamente? Lo slow play consiste nel mantenere un ritmo di gioco lento nel caso si possiedano delle buone carte nella hole (solitamente coppie). Il ritmo si mantiene lento per fare in modo che proseguano il gioco più giocatori possibili. L’unico modo per attuare uno slow play consiste nel fare check, puntare il minimo o chiamare le puntate avversarie. Alcuni definiscono lo slow play come un bluff passivo. Questa definizione è perfetta poiché nello slow play si decide di “sottostare” al gioco degli avversari, di aspettare. Questa attesa o passività, ha termine nel momento dello show down o leggermente prima, nel caso decidessimo di esporci in un contro rilancio nella fase di river. L’aggressive play, invece, consiste nell’esatto opposto dello slow play. In questo caso il giocatore che dispone di ottime carte nella hole, decide di esporsi in modo convinto e aggressivo, puntando o rilanciando molto forte.
Quando utilizzare lo slow play e l’aggressive play
In quali situazioni conviene utilizzare lo slow play? Bene, lo slow play è la strategia ottimale e necessaria quando tra i nostri avversari figurano uno o più aggressive player, ovvero dei giocatori che si impongono alla guida del gioco, puntando forte o rilanciando in continuazione. Questi tipi di giocatore, specialmente se non professionisti, sono le potenziali prede della strategia di slow play. Pensate alla faccia di un giocatore aggressivo quando gli si mostrerà una coppia d’assi, magari unita ad un altro asso tra le community card. L’aggressive play non va confuso con l’aggressive player. Infatti, mentre con aggressive play definiamo una strategia basata su una condizione di gioco favorevole, l’aggressive player è una tipologia di giocatore, che prescinde dal punteggio della propria mano e dalle prospettive di gioco. Una volta chiarita questa distinzione, vediamo quando utilizzare questa strategia.
Differentemente da prima, preferisco spiegarvi l’utilizzo dell’aggressive play partendo dall’ esempio di una mano. Se alla distribuzione delle carte nella mia hole capitano due Q o due K, che faccio? Potrei procedere con uno slow play, è vero, ma qualcuno potrebbe avere un asso che, con un altro nella community, mi batterebbe già in fase di flop. In questo caso, non è sbagliato ragionare in modo aggressivo ma previdente. Puntando molto forte, o rilanciando eventuali puntate, tenderò a eliminare più giocatori possibili, in modo tale da far foldare subito chi abbia nella hole carte consecutive o singole carte alte, oltre che cercare di dissuadere possessori di coppie basse. Quando non utilizzare o bloccare le strategie di slow play e aggressive play Partendo dall’ultimo esempio, nel caso si possiedano due K nella hole e rimangano in gioco due o tre avversari, l’aggressive play potrebbe imbattersi in un Asso nel flop.
In questo caso, le ipotesi sono due: o continuiamo nella nostra azione sperando che qualcuno non abbia ricevuto la carta che desiderava, oppure aspettiamo la mossa degli altri giocatori. Un solo asso nella hole di un avversario diverrebbe una situazione di svantaggio. Un’altra situazione che potrebbe dissuaderci dall’utilizzare un aggressive play, è la convinzione che tra gli avversari ci sia qualcuno molto propenso allo slow play, che ci stia facendo giocare di proposito, per conseguire i propri scopi. Invece, per quanto riguarda lo slow play, bisogna valutare bene i rilanci degli avversari, i quali potrebbero nascondere punteggi realmente superiori ai nostri, anche in base alle loro hole.
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Differentemente da prima, preferisco spiegarvi l’utilizzo dell’aggressive play partendo dall’ esempio di una mano. Se alla distribuzione delle carte nella mia hole capitano due Q o due K, che faccio? Potrei procedere con uno slow play, è vero, ma qualcuno potrebbe avere un asso che, con un altro nella community, mi batterebbe già in fase di flop. In questo caso, non è sbagliato ragionare in modo aggressivo ma previdente. Puntando molto forte, o rilanciando eventuali puntate, tenderò a eliminare più giocatori possibili, in modo tale da far foldare subito chi abbia nella hole carte consecutive o singole carte alte, oltre che cercare di dissuadere possessori di coppie basse. Quando non utilizzare o bloccare le strategie di slow play e aggressive play Partendo dall’ultimo esempio, nel caso si possiedano due K nella hole e rimangano in gioco due o tre avversari, l’aggressive play potrebbe imbattersi in un Asso nel flop.
In questo caso, le ipotesi sono due: o continuiamo nella nostra azione sperando che qualcuno non abbia ricevuto la carta che desiderava, oppure aspettiamo la mossa degli altri giocatori. Un solo asso nella hole di un avversario diverrebbe una situazione di svantaggio. Un’altra situazione che potrebbe dissuaderci dall’utilizzare un aggressive play, è la convinzione che tra gli avversari ci sia qualcuno molto propenso allo slow play, che ci stia facendo giocare di proposito, per conseguire i propri scopi. Invece, per quanto riguarda lo slow play, bisogna valutare bene i rilanci degli avversari, i quali potrebbero nascondere punteggi realmente superiori ai nostri, anche in base alle loro hole.
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