Cosa significa scared money
Andrea Lazzo - Giovedì Giugno 10

Essere scared money e come evitarlo
In un heads up, con uno stack di 1.000 e con dei bui 50-100, se aspettiamo di avere una coppia decente, potremmo perdere tutto senza giocarci un flop. In questa situazione limite, dobbiamo considerare anche la scarsa probabilità per i giocatori (e quindi anche per il nostro avversario) di avere carte migliori delle nostre in più mani consecutive.
Nei tavoli piccoli, in genere, aspettare troppo non serve a niente, così possiamo giocarci le nostre ultime possibilità anche con due carte suited dal jack in su. In tavoli full ring invece, aspettare delle carte decenti nella hole, è la scelta più giusta. I bui seguono dei turni più ampi, così avremo più spazio per poter respirare e poter foldare con delle carte che non ci ispirano.
In questo caso, la dimensione del nostro stack non dovrà influenzarci e dovremo giocare esattamente come fossimo ad inizio partita. L’errore che fanno molti principianti è quello di farsi prendere dal panico ed arrivare ad una demotivazione che porta al giocarsi il tutto per tutto. Giocare con poche chips rispetto agli avversari può portare più facilmente a perdere coscienza del valore di quei soldi.
Una delle conseguenze più comuni è quella di andare in all-in in alcune situazioni in cui non ci si sarebbe mai andati. Questo avviene perché una parte del giocatore scared money vuole recuperare tutto e subito, mentre un’altra parte si è già rassegnata. Nei tavoli full ring, questa è una mentalità che non deve mai presentarsi, soprattutto se in quel momento, sono ancora presenti almeno 6 giocatori. Le pause tra un buio obbligatorio e l’altro, e più precisamente dal big blind allo small blind, servono al giocatore per tentare di ricevere buone carte e giocare esclusivamente con quelle.
Il consiglio predominante, è quello di dosare ai massimi termini il proprio stack, aspettando una buona mano finanche a un big blind in all in. Ovviamente, questa esagerazione è da considerare qualora le carte in nostro possesso siano del tutto senza speranza fino a determinate condizioni obbligatorie ( i bui). L’importante, quindi, è di non vedere draw laddove non ci sono, di non fare call su grossi rilanci sui flop se non si ha una hole consistente, altrimenti pagheremo dazio al successivo rilancio, perdendo la partita nel caso i nostri outs non si siano ancora fatti vivi.
L’espressione “scared money” sta per “spaventato dai soldi”. Il senso più comune del termine specificherebbe la paura per le dimensioni del proprio stack. La principale conseguenza di questa situazione, è il gioco con troppe inibizioni. L’eccessiva cautela e la possibile strategia d’attesa di buone mani o di ottime carte potrebbe peggiorare la situazione.
Certo, un gioco previdente è la migliore scelta in questi casi, ma non è detto che il tempo giochi sempre a nostro favore. Se ad esempio siamo arrivati ad un alto livello, con dei bui consistenti, aspettare troppo ci costerebbe caro, mentre una giusta dose di coraggio sarebbe la migliore antitesi possibile (oltre che letterale) nei confronti della paura di perdere il proprio stack.
Certo, un gioco previdente è la migliore scelta in questi casi, ma non è detto che il tempo giochi sempre a nostro favore. Se ad esempio siamo arrivati ad un alto livello, con dei bui consistenti, aspettare troppo ci costerebbe caro, mentre una giusta dose di coraggio sarebbe la migliore antitesi possibile (oltre che letterale) nei confronti della paura di perdere il proprio stack.
Consigli su come evitare di essere scared money
In un heads up, con uno stack di 1.000 e con dei bui 50-100, se aspettiamo di avere una coppia decente, potremmo perdere tutto senza giocarci un flop. In questa situazione limite, dobbiamo considerare anche la scarsa probabilità per i giocatori (e quindi anche per il nostro avversario) di avere carte migliori delle nostre in più mani consecutive.
Nei tavoli piccoli, in genere, aspettare troppo non serve a niente, così possiamo giocarci le nostre ultime possibilità anche con due carte suited dal jack in su. In tavoli full ring invece, aspettare delle carte decenti nella hole, è la scelta più giusta. I bui seguono dei turni più ampi, così avremo più spazio per poter respirare e poter foldare con delle carte che non ci ispirano.
In questo caso, la dimensione del nostro stack non dovrà influenzarci e dovremo giocare esattamente come fossimo ad inizio partita. L’errore che fanno molti principianti è quello di farsi prendere dal panico ed arrivare ad una demotivazione che porta al giocarsi il tutto per tutto. Giocare con poche chips rispetto agli avversari può portare più facilmente a perdere coscienza del valore di quei soldi.
Conseguenze
Una delle conseguenze più comuni è quella di andare in all-in in alcune situazioni in cui non ci si sarebbe mai andati. Questo avviene perché una parte del giocatore scared money vuole recuperare tutto e subito, mentre un’altra parte si è già rassegnata. Nei tavoli full ring, questa è una mentalità che non deve mai presentarsi, soprattutto se in quel momento, sono ancora presenti almeno 6 giocatori. Le pause tra un buio obbligatorio e l’altro, e più precisamente dal big blind allo small blind, servono al giocatore per tentare di ricevere buone carte e giocare esclusivamente con quelle.
Il consiglio predominante, è quello di dosare ai massimi termini il proprio stack, aspettando una buona mano finanche a un big blind in all in. Ovviamente, questa esagerazione è da considerare qualora le carte in nostro possesso siano del tutto senza speranza fino a determinate condizioni obbligatorie ( i bui). L’importante, quindi, è di non vedere draw laddove non ci sono, di non fare call su grossi rilanci sui flop se non si ha una hole consistente, altrimenti pagheremo dazio al successivo rilancio, perdendo la partita nel caso i nostri outs non si siano ancora fatti vivi.









