Come una casalinga arriva alle WSOP

Alessandra Manzari - Giovedì Agosto 26



Helen Hellis: Diario di una casalinga giocatrice di poker

Io sono a casa e in lutto. Ho ancora la spesa nelle buste. Non ho ancora cucinato il solito  pranzetto per mio marito. Non ho scritto una parola del mio prossimo romanzo. Tutto quello che posso pensare è che se avessi giocato meglio l’ultima mano alle  World Series of Poker sarei arrivata più lontano – eh sì , il poker pro Paul Sheng rilancia dal bottone pre-flop, chiama al turn e fa un bel bluff al river. Se non siete riusciti a seguire questo passaggio beh non vi preoccupate: ho fatto un casino.  

Cominciamo dall'inizio. Mio marito ed io siamo andati a Las Vegas. Mi sono iscritta ad un torneo di poker di $ 200 e non so come - 15 ore più tardi - ero sopravvissuta a più di 400 persone e vincevo $ 9.000.

Questo è stato più che sufficiente per me per essere attirata dai grandi campionati: Evento # 32 $ 5.000 No-Limit Hold'em / Six Handed. Non è proprio il main event da $ 10.000 , ma abbastanza serio.   Dal 2025, ho incassato dei soldi a tre WSOP e ad alcuni eventi del circuito World Poker Tour  sono arrivata a due tavoli finali. Ma non ho mai giocato per una posta molto alta e di certo non ad un torneo che richiede una tassa a tanti zeri. La stampa ha cominciato a notarmi "Ellis, un'isola in un mare di professionisti". Un sito di poker cominciò a chiedersi: «Da dove viene questa dolce signora?"

Io non gioco nelle sale da poker online, quindi ero una dei pochi giocatori  tra 568, senza sponsor NASCAR. Ero anche una delle poche donne, ho notato che c’era Jennifer Harman - si distingueva più per la sua strategia nel poker che per il suo essere donna. E poi c'ero io, una completa sconosciuta (in abito semplice e braccialetto di perle, a differenza degli altri con occhiali da sole sfumati e cuffie).

In una pausa, al Bellagio Cup III il vincitore Kevin Saul mi chiese: "Signora, chi è lei?"

Dissi, "io sono una casalinga».

Lui rispose: "Stronzate!"

Sono casalinga. E  romanziera. Ma ai tavoli da poker,mi trasformo. Una killer - metaforicamente parlando, ovviamente. Non diversamente da ciò che accade al protagonista del mio nuovo romanzo, The Turning: What Curiosity Kills . Si trasforma in una creatura che toglie il respiro…Io, posso sedermi a un tavolo sotto la luce dei riflettori, circondato da spettatori e stampa, e assumere lo sguardo freddo di uno dei migliori giocatori del mondo.

Mi mancano gli occhi di Phil Ivey. Vorrei che fosse seduto di fronte a me.

Mi sono piazzata quarantunesima al torneo e ho vinto $ 12.653. L'assassino in me ha voluto prendere la vincita e abbassare la testa per il Main Event di luglio. Ma il mio alter ego # 1, la casalinga risparmiatrice, ha depositato il denaro sul mio conto corrente e dandone i frutti all’ alter ego # 2 quella che fa prestiti agli studenti per la scrittura creativa.

La mia prudenza mi rammarica. Ma, ciò che è fatto è fatto. Il killer sta per aspettare per il prossimo torneo.