Strategie per partite cash con short stack
Andrea Lazzo - Giovedì Agosto 19

Giocare partite cash con short stacks
Per giocare al poker in tavoli cash, bisogna rimpinguare per bene il proprio conto. Infatti, se nel nostro bilancio rimangono pochi centesimi, giocare cash è quasi inutile, poiché basta un giocatore con uno stack dieci volte superiore, che il nostro stack matematicamente verrà inghiottito.
Ora, anche se non è detto che bisogni gonfiarlo spropositatamente, ma in vista di tavoli cash sarà necessario poter disporre di somme anche sopra i 50 euro in caso di situazioni particolari. In questo articolo tuttavia, proviamo a fare una riflessione sul come agire in caso di short stack, ovvero piccoli stack, piccole somme a disposizione per il proprio gioco. Un primo pensiero va ovviamente al tipo di tavolo. Si tratta di un tavolo in cui tutti i giocatori mediamente hanno un basso stack oppure staimo esaminando il contesto esclusivamente dal nostro punto di vista?
Bene, il punto è proprio questo. Per short stack, nell’ambito della strategia si intende uno stack basso dal nostro punto di vista. Il giocatore dello short stack, detto anche “short stacker”, è colui che entra in un tavolo cash con uno stack molto basso. Facciamo finta che il buy in minimo sia 0.50€, lo short stacker entrerà con 2-5€. Questo fattore è importantissimo, in quanto costituisce la difesa più forte che si possa avere in un tavolo cash.
Se vai in all in, al massimo perdi tutto quello che hai, ovvero molto poco. In cosa consiste allora il punto forte di questa strategia oltre alla difesa? Lo short stack ci da il diritto di giocare, costituisce il tetto massimo di perdita, ma può consentire grandi vincite. Se ad esempio entrate su un tavolo con 2€ e vi capitano subito due Assi o due K, andando in all in e vincendo, potrete aggiudicarvi anche 20€ da subito. A quel punto potrete alzarvi e andarvene. Questo infatti è ciò che fanno i short stacker.
Tentano la vittoria lampo, ottenuto uno stack più alto, si alzano, poiché avendo vinto rischiano molto, molto di più. La logica sembra abbastanza chiara e comprensibile. Un giocatore di short stack entra in un tavolo per vincere il massimo con il minimo possibile, tentare la fortuna e andarsene. Certo è che abbiamo fatto un esempio, quello con i due Assi e i due K che è estremamente favorevole. Ma immaginate di sedervi lontani dal dealer (ai tavoli cash potrete sempre decidere dove sedervi), avrete più tempo per foldare e aspettare una mano vincente. Andandovi bene, chiameranno tutti. Se giocate in un tavolo dove la media degli stack è di 50 euro, i vostri 2 euro potrebbero essere chiamati senza troppi fronzoli.
La situazione si presenta differente nel caso la media degli stack è abbastanza bassa. Questa situazione, solitamente viene evitata dagli short stacker, in quanto difficilmente verranno tutti a vedere un puntata proporzionalmente molto alta. Giocare partite cash con short stacks quindi consiste in un mordi e fuggi, ai danni però di mele molto grandi e mature, ma non di quelle piccole e radicate al proprio bankroll.
Ora, anche se non è detto che bisogni gonfiarlo spropositatamente, ma in vista di tavoli cash sarà necessario poter disporre di somme anche sopra i 50 euro in caso di situazioni particolari. In questo articolo tuttavia, proviamo a fare una riflessione sul come agire in caso di short stack, ovvero piccoli stack, piccole somme a disposizione per il proprio gioco. Un primo pensiero va ovviamente al tipo di tavolo. Si tratta di un tavolo in cui tutti i giocatori mediamente hanno un basso stack oppure staimo esaminando il contesto esclusivamente dal nostro punto di vista?
Bene, il punto è proprio questo. Per short stack, nell’ambito della strategia si intende uno stack basso dal nostro punto di vista. Il giocatore dello short stack, detto anche “short stacker”, è colui che entra in un tavolo cash con uno stack molto basso. Facciamo finta che il buy in minimo sia 0.50€, lo short stacker entrerà con 2-5€. Questo fattore è importantissimo, in quanto costituisce la difesa più forte che si possa avere in un tavolo cash.
Se vai in all in, al massimo perdi tutto quello che hai, ovvero molto poco. In cosa consiste allora il punto forte di questa strategia oltre alla difesa? Lo short stack ci da il diritto di giocare, costituisce il tetto massimo di perdita, ma può consentire grandi vincite. Se ad esempio entrate su un tavolo con 2€ e vi capitano subito due Assi o due K, andando in all in e vincendo, potrete aggiudicarvi anche 20€ da subito. A quel punto potrete alzarvi e andarvene. Questo infatti è ciò che fanno i short stacker.
Tentano la vittoria lampo, ottenuto uno stack più alto, si alzano, poiché avendo vinto rischiano molto, molto di più. La logica sembra abbastanza chiara e comprensibile. Un giocatore di short stack entra in un tavolo per vincere il massimo con il minimo possibile, tentare la fortuna e andarsene. Certo è che abbiamo fatto un esempio, quello con i due Assi e i due K che è estremamente favorevole. Ma immaginate di sedervi lontani dal dealer (ai tavoli cash potrete sempre decidere dove sedervi), avrete più tempo per foldare e aspettare una mano vincente. Andandovi bene, chiameranno tutti. Se giocate in un tavolo dove la media degli stack è di 50 euro, i vostri 2 euro potrebbero essere chiamati senza troppi fronzoli.
La situazione si presenta differente nel caso la media degli stack è abbastanza bassa. Questa situazione, solitamente viene evitata dagli short stacker, in quanto difficilmente verranno tutti a vedere un puntata proporzionalmente molto alta. Giocare partite cash con short stacks quindi consiste in un mordi e fuggi, ai danni però di mele molto grandi e mature, ma non di quelle piccole e radicate al proprio bankroll.









