Small Stack e Big Stack nel Cash Game

Pamela Farmassi - Giovedì Gennaio 01



Poker Chips
Lo Small stack

Molti giocatori amano entrare in gioco effettuando il buy-in massimo consentito (quasi sempre 100 volte il BB. Es: tavoli da 1€/2€ max stack 200€). Il loro obbiettivo primario è quello di entrare in pre-flop con carte che possano garantire con un po’ di fortuna (78 suited), di rubare l’intero stack ad un altro giocatore in big stack.

Un giocatore che entra in un tavolo con uno stack ridotto (circa 40 volte il Big Blind), si ritrova a giocare contro giocatori in big stack e a differenza di quello che si potrebbe pensare, ha un vantaggio intrinseco sugli avversari. Sicuramente con uno small stack non abbiamo potere di bluff e il gioco può diventare un po’ noioso, dovremmo attuare una strategia attendistica, del tipo all-in/fold, giocando solo le magic hands ( AA KK QQ JJ AK ).

Ma giocando in questo modo e andando immediatamente all-in con queste carte abbiamo due vantaggi sugli avversari:

  • I giocatori in big stack non sono interessati al nostro stack, quindi non verranno a coprire il nostro all-in anche con buone carte. In questo modo vinciamo tutte le puntate del pot senza correre alcun rischio;

 

  • Se ci sono giocatori nel pot, loro non saranno minimamente interessati a noi, facendosi la guerra tra di loro, provando bluff e giocate strane che potrebbero favorirci, consentendoci di portare a casa il nostro gruzzoletto.


Giocatori del calibro di Jim Rose e Sklansky (Theory and Practice) hanno approfondito questo sistema di gioco. Per vincere al texas hold'em occorre disciplina! Se un giocatore riesce in ciò, a prescindere dallo stile di gioco, i risultati non tardano ad arrivare.