Quando è consigliabile cambiare carte per un progetto di scala a incastro

Andrea Lazzo - Martedì Agosto 17



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Progetto di scala a incastro

Il seguente articolo si riferisce al draw poker, ovvero al poker classico con le cinque carte coperte. Nel gergo del poker, la parola draw può assumere molteplici significati, cerchiamo perciò di imparare anzitutto la terminologia esatta e successivamente di analizzare le strategie da adottare. Il draw poker si chiama così in quanto la parola “draw” equivale a quello del nostro “cambiare”, esclusivamente nel gergo del poker.

Quindi, se ad esempio un giocatore chiede “cosa è successo nel draw”, vuole sapere quali carte hanno cambiato i propri avversari. Si ricordi che nel poker classico o draw poker, dopo il primo turno di puntate vi è la fase di cambio carte, con la quale ogni giocatore può cercare di realizzare il punteggio desiderato. Questa fase è chiamata appunto draw, da non confondere con altri utilizzi della parola stessa. Infatti, la parola “draw” si usa anche per indicare un “progetto”, ad esempio di colore (flush draw) o di scala (straight draw).

Quello che esaminiamo ora è il cosiddetto “gutshot straight draw”, ovvero il progetto di una scala ad incastro (gutshot). Il gutshot straight draw, anche detto belly buster o scala a incastro, è di solito inteso come il 4/5 di scala, in cui a mancare sia carta non compresa tra gli estremi della stessa ma al suo interno. Un esempio di scala a incastro è 6, 7, 9, 10 dove a mancare è ovviamente un 8. Lo stesso vale per la combinazione 6, 8, 9, 10, l’importante è che la variazione non comprenda i limiti. Il progetto di scala a incastro è un tipo di punteggio che ha pochissime probabilità di riuscita, meglio conosciute come odds. Infatti, per mandare avanti un progetto di scala ad incastro, nel draw poker dovremo cambiare soltanto una carta.

Che ci vada bene, le quattro carte di quel valore saranno ancora tutte nel mazzo, e già in questo modo, in un tavolo con 4 giocatori, avremo una possibilità su otto (il 12.5%) di trovare una carta di quel preciso valore. Questa percentuale, è calcolata teorizzando la presenza di tutte e quattro le carte di quel valore nel mazzo, ponendoci anche come primo giocatore a riceverle. Insomma, il progetto di scala a incastro si presenta arduo già nella sua progettazione. Se prevede così poche possibilità di riuscita, perché cercare di tentare comunque? La base del poker è fondamentalmente il rischio, unito ad una buona dose di bluff e coraggio. Cambiare solo una carta al draw predispone gli avversari a temere una nostra doppia coppia (con progetto di full), o anche un tris con kicker, se non un progetto di scala (normale) o di colore. Cambiare una carta, dunque, risulta comunque di aiuto in una logica di continuation bet.

Un progetto di scala ad incastro è particolarmente consigliato quando abbiamo carte alte. Se ad esempio abbiamo 10, J, Q , A cambieremo con tranquillità una carta bassa in modo tale da ottenere una buona coppia se non arrivasse la carta desiderata. Una possibile coppia è meglio che niente e alle volte può fare la differenza. Invece, per quanto riguarda le puntate, ci sarebbe da discutere su quanto poter investire su un tale progetto. Ovviamente, un gutshot straight draw non permette di poter vedere puntate altissime, ma è ideale per tale situazione quella di effettuare il draw pagando il meno possibile.