Come arrivare al tavolo finale di un torneo

Andrea Lazzo - Giovedì Luglio 08



Tornei: giocare al tavolo finale

Ciò che ci si augura sempre durante un torneo è di arrivare al tavolo finale, dove sono previsti i posti “a premio” e dove ci si può confrontare seriamente con altri giocatori. Come si dice: quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare. Mai espressione fu più esatta per il gioco del poker. Molti giocatori con esperienza, infatti, arrivano al tavolo finale dando giusto due tre colpi di remi durante il torneo, al fine di accumulare un pò di stack, ma è solo dal tavolo finale che cominciano a giocare seriamente.

Al tavolo finale c’è da stare ben più attenti rispetto alle altre situazioni, in quanto oltre al fatto di aver di fronte giocatori più forti che nella media, vi sono anche da considerare fattori come lo gli stack e la bubble zone o zona bolla. Una volta speso il proprio tempo per un torneo, arrivare in finale e non vincere è sempre una cosa dura da digerire. La prima cosa da fare in un tavolo finale è dare uno sguardo agli stack dei nostri avversari.

La seconda cosa invece è di cercare di capire chi abbiamo di fronte: tra i dieci avversari infatti ci sarà qualcuno più “novizio” ai tavoli finali rispetto agli altri, il quale potrebbe diventare la nostra preda se individuata in tempo. Ciò presupponendo che la preda non siamo noi, ovviamente. Infatti, se il tavolo finale è per noi una novità, allora bisogna considerare tutto dal lato opposto. Difendersi più che attaccare, almeno fino a quando l’andamento dei turni lo consente. Bisogna considerare che nel tavolo finale, i livelli di SB e BB potrebbero essere già abbastanza elevati, ciò vuol dire che dovremo gestire le nostre puntate con molta parsimonia da una posizione di big blind all’altra.

Oltre le puntate obbligatorie, infatti, avremo l’occasione di riflettere se chiamare il big blind per vedere il flop o meno. Le mani in cui non siamo obbligati a puntare saranno quelle in cui aspetteremo di ricevere delle buone carte per poter chiamare e/o rilanciare. Se arriviamo al tavolo finale con uno stack basso, i big blind saranno dei duri colpi nel caso non accompagnati da una hole decente. Per questo, ripeto, i giocatori professionisti cercano di giocare con un certo equilibrio lungo tutta la durata del torneo.

Ci sono occasioni in cui rilanciare e giocare aggressivamente costituisce la prima difesa, più che un attacco, poiché arrivare al tavolo finale con uno stack basso è il vero e proprio suicidio. Per quanto riguarda la zona bolla, infine, quell’attesa tra un big blind e l’altro diventa vitale, in quanto potremo sperare che tra un nostro big blind e l’altro, due o più giocatori possiedano carte tanto buone da poter avviare un gioco all’ultimo sangue e potersi eliminare reciprocamente.

Ne potrebbe seguire un giocatore con un alto stack rispetto agli altri, ma almeno saremo inclusi tra i posti a premio. Il tavolo finale richiede un pizzico di aggressività in più se si vuole vincere, ma è sbagliato pensare che tutto si possa ribaltare in questa sede. E’ consigliabile vedere il tavolo finale come un ultimo passo, e non come il vero passo. In questo modo, cercheremo di arrivare a questo da probabili vincitori, senza dover rischiare per forza un all in per rientrare nella media degli stack.