L'importanza della psicologia nel poker

Andrea Lazzo - Giovedì Luglio 08



winning guy
Ego nel poker

 L’Ego nel poker è ciò che struttura la psicologia che sta alla base della personalità di un giocatore, che condiziona il suo atteggiamento e le sue reazioni durante il gioco. Frequentemente, quando si parla di ego, si fa riferimento all’egocentrismo e quindi a un tipo di personalità egocentrica. Questo tipo di personalità nel poker si traduce nei cosiddetti loose aggressive, ovvero dei giocatori abbastanza novizi che tendono ad essere aggressivi.

Questi giocatori possono definirsi egocentrici in quanto tendono a voler essere i protagonisti del gioco stesso, “guidando” ogni partita attraverso le proprie mosse. Le mosse a cui si fa qui riferimento, sono per lo più rilanci, spesso costanti, effettuati il più delle volte irragionevolmente. Questo tipo di giocatore, è una specie di “suicida” del poker, ovvero un giocatore a cui interessa vincere tutto al costo di perdere altrettanto. E’ una specie di kamikaze delle carte, con l’obiettivo di “far male” e vincere come capita.

Non ci soffermeremo in questo articolo sulle caratteristiche di gioco ma, parlando di ego, basti sapere a quale tipo di aspetto psicologico risponde tale tipologia di giocatore. Un altro aspetto del poker che coinvolge l’ego è il bluff. Il bluff è una colonna portante del poker per definizione. Basti dire, ad esempio, che una delle possibili origini della parola poker sia proprio la parola “ingannare” in una delle tante lingue che hanno “raccontato” la storia del gioco fino a che venisse regolamentato allo stesso modo in tutte le parti del mondo.

Il bluff, dicevamo, implica un notevole aspetto psicologico e quando si parla di psicologia c’è l’ego. Un ego forte permette ad un giocatore di poter bluffare con più impassibilità rispetto a coloro che si emozionano più facilmente o che sono presi dall’ansia. L’ego nel poker caratterizza il gioco al di fuori dei punteggi. In questo gioco, metà del lavoro lo fanno i punteggi e le strategie, mentre la restante metà viene svolta dalla personalità del giocatore, dalla sua mente e dal suo ego.

La parola “ego” significa “io” ed è quella parte della nostra struttura psichica che ha il compito di avere i rapporti con la realtà. In parole semplici: l’ego serve a rapportarci alle cose, in questo caso ai nostri avversari, alle nostre carte, all’andamento delle nostre partite. Quando proviamo a capire che tipo di Ego abbiamo, non dobbiamo considerare quelle situazioni in cui reagiamo malamente ad una sconfitta, puntando a casaccio cercando di recuperare il perduto.

Bisogna pensarlo, invece, come una struttura portante a cui fare riferimento e sulla quale basarsi. Se riusciamo a formare una nostra personalità, una nostra etica di gioco con dei modelli di “auto-regolamentazione” in situazioni di crisi, allora potremo contare su un nostro gioco sempre più forte e professionale. Un consiglio importantissimo in questo percorso, è quello di allontanare tutte le forme di egoismo, qui intese non come “voler tutto per se” ma invece come “voler basarsi solo su di se”, una sorta di “voglia di egocentrismo”, un guardare non oltre le proprie carte e il proprio stack, pretendendo che gli altri attendano le nostre mosse e la nostra chiave di gioco. L’ego nel poker deve necessariamente basarsi su analisi e concentrazione, pazienza e strategia.